Tabella di conversione delle focali tra full frame, APS-C e MFT

Tabella conversione focali: un geco è ritratto con riquadri concentrici che rappresentano diversi sensori (Full Frame, APS-C, 4/3, 1", 1/2,3").

Scritto da

Ubaldo Farina

Pubblicato il

26 lug 2026

Indice

Quando si cambia fotocamera, una focale può sembrare improvvisamente più lunga o più corta. Una tabella di conversione delle focali aiuta a capire quale obiettivo scegliere su full frame, APS-C o Micro Quattro Terzi, ma va letta distinguendo l’angolo di campo dalla profondità di campo e dalla prospettiva.

Le equivalenze essenziali da tenere a portata di mano

  • Full frame è il formato di riferimento con fattore 1x.
  • Su APS-C Sony, Nikon, Fujifilm e Pentax si moltiplica la focale per 1,5x.
  • Su APS-C Canon il fattore abituale è 1,6x.
  • Su Micro Quattro Terzi la focale equivalente si ottiene moltiplicando per 2x.
  • La conversione riguarda soprattutto l’angolo di campo, non trasforma fisicamente l’obiettivo.

Come leggere una tabella di conversione delle focali

Il riferimento più comune è il sensore full frame da 36 × 24 mm, equivalente al fotogramma 35 mm. Quando una stessa lente viene montata su un sensore più piccolo, il campo inquadrato si restringe. Non è l’obiettivo a cambiare focale: è il sensore che utilizza una porzione più piccola dell’immagine proiettata.

Per questo un 50 mm montato su APS-C Fujifilm offre un’inquadratura simile a quella di un 75 mm su full frame. Su Micro Quattro Terzi, lo stesso 50 mm corrisponde invece a circa 100 mm in termini di angolo di campo.

Io considero questa equivalenza uno strumento pratico, non una descrizione completa dell’immagine. Serve per prevedere l’inquadratura, scegliere un obiettivo sostitutivo e confrontare sistemi diversi, ma non significa che due fotografie saranno identiche sotto ogni aspetto.

Tabella conversione focali: tre immagini di cabine colorate mostrano l'effetto di sensori Full Frame, Crop e Micro 4:3 con focale 35mm.

La tabella pratica tra full frame, APS-C e Micro Quattro Terzi

La tabella seguente indica quale focale reale offre un angolo di campo simile sui diversi formati. I valori APS-C sono arrotondati alle focali normalmente disponibili sul mercato, perché raramente esiste l’equivalente matematico perfetto.

Angolo di campo full frame APS-C 1,5x APS-C Canon 1,6x Micro Quattro Terzi 2x Uso tipico
14 mm 9 mm 9 mm 7 mm Architettura, interni, paesaggio molto ampio
16 mm 10-11 mm 10 mm 8 mm Paesaggio e ambienti stretti
20 mm 13-14 mm 12-13 mm 10 mm Street ambientata e reportage
24 mm 16 mm 15 mm 12 mm Viaggio, interni e paesaggio
28 mm 18-19 mm 17-18 mm 14 mm Uso generale con prospettiva naturale
35 mm 23 mm 22 mm 17-18 mm Street photography e reportage
50 mm 33-35 mm 31-35 mm 25 mm Visione standard e ritratto ambientato
85 mm 56 mm 53 mm 42,5 mm Ritratto
105 mm 70 mm 65 mm 52,5 mm Ritratto stretto e dettagli
135 mm 90 mm 85 mm 67,5 mm Ritratto compresso e sport leggero
200 mm 135 mm 125 mm 100 mm Sport, animali e soggetti lontani
300 mm 200 mm 185-200 mm 150 mm Avifauna e fotografia naturalistica
400 mm 270 mm 250 mm 200 mm Teleobiettivi per fauna e sport
600 mm 400 mm 375 mm 300 mm Tele spinto e soggetti molto distanti

La differenza più utile si nota alle estremità. Un 12 mm su Micro Quattro Terzi inquadra circa come un 24 mm full frame, mentre un 300 mm sullo stesso sistema offre un campo simile a un 600 mm. È uno dei motivi per cui il formato MFT resta interessante per natura, sport e avifauna, soprattutto quando peso e ingombro contano.

La formula per convertire qualsiasi obiettivo

Il calcolo è semplice. Per sapere a quale focale full frame equivale un obiettivo montato su un sensore più piccolo, si moltiplica la focale reale per il fattore di crop.

  • APS-C 1,5x: 35 mm × 1,5 = 52,5 mm equivalenti.
  • APS-C Canon 1,6x: 35 mm × 1,6 = 56 mm equivalenti.
  • Micro Quattro Terzi: 25 mm × 2 = 50 mm equivalenti.

Il procedimento inverso serve quando si vuole trovare la focale da usare su un sensore più piccolo. Per replicare l’angolo di campo di un 85 mm full frame su APS-C 1,5x, si calcola 85 ÷ 1,5 = 56,7 mm. In pratica, un 56 mm o un 50 mm produce un risultato molto vicino.

Un esempio con gli zoom

Un classico 18-55 mm montato su APS-C 1,5x equivale, come inquadratura, a circa 27-82,5 mm su full frame. Su una Canon APS-C diventa circa 29-88 mm, mentre su MFT un 14-42 mm copre un campo simile a 28-84 mm.

Questi numeri spiegano perché lo zoom standard di una mirrorless APS-C è spesso più adatto al reportage rispetto a quanto suggerisca la sola focale scritta sul barilotto. Per giudicare davvero la versatilità di un obiettivo, io guardo sempre l’escursione equivalente e non solo il primo numero dell’intervallo.

Cosa cambia davvero oltre all’angolo di campo

La focale equivalente non modifica l’esposizione. Un obiettivo impostato a f/2,8 resta f/2,8 su qualsiasi formato e, a parità di tempo e ISO, lascia passare la stessa quantità di luce per unità di superficie.

La profondità di campo, però, cambia quando si mantiene la stessa inquadratura e si confrontano sensori di dimensioni diverse. Per ottenere una sfocatura simile a quella di un 50 mm f/2 su full frame, su MFT servirebbe indicativamente un 25 mm f/1, su APS-C 1,5x un 33 mm intorno a f/1,3. Sono equivalenze teoriche utili per capire il comportamento, non una regola che obbliga a usare quei diaframmi.

Il vantaggio pratico del sensore piccolo è spesso la maggiore profondità di campo a parità di inquadratura. È comoda nella fotografia di viaggio, negli eventi e nella natura, dove mettere tutto a fuoco può essere più importante dello sfondo completamente sfocato.

Leggi anche: Luci sfocate e bokeh, come ottenerli in foto

La prospettiva non dipende dal crop factor

Un errore frequente consiste nel dire che il sensore piccolo “schiaccia” la prospettiva. La prospettiva dipende principalmente dalla distanza dal soggetto. Se arretriamo per mantenere la stessa composizione, la resa prospettica cambia perché cambia il punto di ripresa, non perché il sensore abbia un fattore di crop.

Un 35 mm su APS-C può quindi offrire l’angolo di campo di un 50 mm full frame, ma non diventa fisicamente un 50 mm. La resa dello sfondo, la distanza di lavoro e la profondità di campo dipenderanno dal modo in cui compongo la fotografia.

Gli errori più comuni nel confronto tra sistemi

Il primo errore è confondere la focale equivalente con un aumento reale dell’ingrandimento. Un 300 mm su APS-C non diventa un 450 mm otticamente. Inquadra come un 450 mm su full frame, ma la risoluzione sul soggetto dipende anche da densità dei pixel, qualità dell’obiettivo, distanza e ritaglio.

Il secondo è applicare un unico fattore a tutte le fotocamere APS-C. Il valore 1,5x è comune su Sony, Nikon, Fujifilm e Pentax, mentre molte APS-C Canon usano 1,6x. La differenza non è enorme, ma diventa visibile quando si confrontano focali grandangolari o si pianifica un’inquadratura precisa.

  • Non confondere il fattore di crop con il fattore di zoom.
  • Non moltiplicare il diaframma quando si calcola l’esposizione.
  • Non usare la conversione per confrontare automaticamente la qualità d’immagine.
  • Controlla sempre il rapporto tra i lati del sensore, soprattutto passando da 3:2 a 4:3.
  • Considera la distanza minima di messa a fuoco e la prospettiva, non soltanto i millimetri.

Un’altra svista riguarda gli obiettivi progettati per un formato specifico. Una lente APS-C montata su una full frame può attivare il crop automatico o produrre vignettatura. La focale nominale resta la stessa, ma l’immagine utilizzabile potrebbe coprire solo una parte del sensore.

Come scegliere la focale senza perdersi nei calcoli

Per la fotografia quotidiana, la mia regola è partire dall’uso e solo dopo guardare l’equivalenza. Per paesaggio e architettura considero il campo tra 16 e 24 mm full frame; per reportage e street mi muovo tra 28 e 50 mm; per i ritratti scelgo spesso 85 o 105 mm, lasciando più spazio tra me e il soggetto.

Se passi da full frame ad APS-C, non devi ricostruire da zero il corredo. Un 24 mm può diventare un 16 mm circa, un 50 mm può essere sostituito da un 33 o 35 mm, mentre un 85 mm trova un equivalente vicino in un 56 mm.

La tabella è quindi un punto di partenza rapido. La decisione finale dovrebbe includere anche luminosità, peso, autofocus, stabilizzazione e distanza di lavoro. Un obiettivo leggermente diverso sulla carta può risultare molto più utile nella pratica, soprattutto quando si fotografa a lungo o si lavora in condizioni difficili.

La conversione migliore è quella che ti permette di prevedere l’inquadratura prima ancora di montare la lente. Una volta memorizzati i tre fattori principali, 1x, 1,5x e 2x, bastano pochi secondi per capire se un obiettivo è davvero adatto alla scena che hai davanti.

Domande frequenti

Moltiplica la focale reale per il fattore di crop: 1,5x per APS-C Sony, Nikon, Fujifilm e Pentax, 1,6x per molte APS-C Canon e 2x per Micro Quattro Terzi. Per esempio, un 35 mm su APS-C 1,5x equivale a 52,5 mm su full frame.

Dividi 85 mm per il fattore di crop del sensore. Su APS-C 1,5x il risultato è circa 56,7 mm, quindi un 56 mm o un 50 mm offre un'inquadratura molto vicina.

No. Un obiettivo impostato a f/2,8 mantiene quel diaframma e, a parità di tempo e ISO, la stessa quantità di luce per unità di superficie. Cambia però la profondità di campo a parità di inquadratura: per avvicinarsi alla resa di un 50 mm f/2 full frame servirebbe indicativamente un 25 mm f/1 su MFT o un 33 mm intorno a f/1,3 su APS-C 1,5x.

Il 300 mm resta otticamente un 300 mm: il sensore più piccolo ritaglia una porzione dell'immagine e produce un angolo di campo simile a quello di un 450 mm full frame. La resa sul soggetto dipende anche da densità dei pixel, qualità dell'obiettivo, distanza e ritaglio.

Valuta l'articolo

Valutazione: 0.00 Numero di voti: 0

Tag:

full frame aps-c micro quattro terzi angolo di campo profondità di campo

Condividi post

Ubaldo Farina

Ubaldo Farina

Mi chiamo Ubaldo Farina e da quindici anni mi dedico con passione alla fotografia digitale. Quello che mi affascina di questo mondo è la sua continua evoluzione, sia dal punto di vista tecnico che creativo, e il modo in cui possiamo sfruttare la tecnologia per esprimere al meglio la nostra visione. Sul sito alessioroattino.it, il mio obiettivo è condividere le mie conoscenze sulla tecnica, sull'attrezzatura e sugli aspetti di business legati alla fotografia, cercando sempre di rendere accessibili anche gli argomenti più complessi. Mi impegno a offrire contenuti accurati, utili e aggiornati, frutto di un'attenta ricerca e di un confronto costante con le novità del settore, per aiutarvi a migliorare le vostre competenze e a far crescere la vostra attività fotografica.

Scrivi un commento