Quando si cambia fotocamera, una focale può sembrare improvvisamente più lunga o più corta. Una tabella di conversione delle focali aiuta a capire quale obiettivo scegliere su full frame, APS-C o Micro Quattro Terzi, ma va letta distinguendo l’angolo di campo dalla profondità di campo e dalla prospettiva.
Le equivalenze essenziali da tenere a portata di mano
- Full frame è il formato di riferimento con fattore 1x.
- Su APS-C Sony, Nikon, Fujifilm e Pentax si moltiplica la focale per 1,5x.
- Su APS-C Canon il fattore abituale è 1,6x.
- Su Micro Quattro Terzi la focale equivalente si ottiene moltiplicando per 2x.
- La conversione riguarda soprattutto l’angolo di campo, non trasforma fisicamente l’obiettivo.
Come leggere una tabella di conversione delle focali
Il riferimento più comune è il sensore full frame da 36 × 24 mm, equivalente al fotogramma 35 mm. Quando una stessa lente viene montata su un sensore più piccolo, il campo inquadrato si restringe. Non è l’obiettivo a cambiare focale: è il sensore che utilizza una porzione più piccola dell’immagine proiettata.
Per questo un 50 mm montato su APS-C Fujifilm offre un’inquadratura simile a quella di un 75 mm su full frame. Su Micro Quattro Terzi, lo stesso 50 mm corrisponde invece a circa 100 mm in termini di angolo di campo.
Io considero questa equivalenza uno strumento pratico, non una descrizione completa dell’immagine. Serve per prevedere l’inquadratura, scegliere un obiettivo sostitutivo e confrontare sistemi diversi, ma non significa che due fotografie saranno identiche sotto ogni aspetto.

La tabella pratica tra full frame, APS-C e Micro Quattro Terzi
La tabella seguente indica quale focale reale offre un angolo di campo simile sui diversi formati. I valori APS-C sono arrotondati alle focali normalmente disponibili sul mercato, perché raramente esiste l’equivalente matematico perfetto.
| Angolo di campo full frame | APS-C 1,5x | APS-C Canon 1,6x | Micro Quattro Terzi 2x | Uso tipico |
|---|---|---|---|---|
| 14 mm | 9 mm | 9 mm | 7 mm | Architettura, interni, paesaggio molto ampio |
| 16 mm | 10-11 mm | 10 mm | 8 mm | Paesaggio e ambienti stretti |
| 20 mm | 13-14 mm | 12-13 mm | 10 mm | Street ambientata e reportage |
| 24 mm | 16 mm | 15 mm | 12 mm | Viaggio, interni e paesaggio |
| 28 mm | 18-19 mm | 17-18 mm | 14 mm | Uso generale con prospettiva naturale |
| 35 mm | 23 mm | 22 mm | 17-18 mm | Street photography e reportage |
| 50 mm | 33-35 mm | 31-35 mm | 25 mm | Visione standard e ritratto ambientato |
| 85 mm | 56 mm | 53 mm | 42,5 mm | Ritratto |
| 105 mm | 70 mm | 65 mm | 52,5 mm | Ritratto stretto e dettagli |
| 135 mm | 90 mm | 85 mm | 67,5 mm | Ritratto compresso e sport leggero |
| 200 mm | 135 mm | 125 mm | 100 mm | Sport, animali e soggetti lontani |
| 300 mm | 200 mm | 185-200 mm | 150 mm | Avifauna e fotografia naturalistica |
| 400 mm | 270 mm | 250 mm | 200 mm | Teleobiettivi per fauna e sport |
| 600 mm | 400 mm | 375 mm | 300 mm | Tele spinto e soggetti molto distanti |
La differenza più utile si nota alle estremità. Un 12 mm su Micro Quattro Terzi inquadra circa come un 24 mm full frame, mentre un 300 mm sullo stesso sistema offre un campo simile a un 600 mm. È uno dei motivi per cui il formato MFT resta interessante per natura, sport e avifauna, soprattutto quando peso e ingombro contano.
La formula per convertire qualsiasi obiettivo
Il calcolo è semplice. Per sapere a quale focale full frame equivale un obiettivo montato su un sensore più piccolo, si moltiplica la focale reale per il fattore di crop.
- APS-C 1,5x: 35 mm × 1,5 = 52,5 mm equivalenti.
- APS-C Canon 1,6x: 35 mm × 1,6 = 56 mm equivalenti.
- Micro Quattro Terzi: 25 mm × 2 = 50 mm equivalenti.
Il procedimento inverso serve quando si vuole trovare la focale da usare su un sensore più piccolo. Per replicare l’angolo di campo di un 85 mm full frame su APS-C 1,5x, si calcola 85 ÷ 1,5 = 56,7 mm. In pratica, un 56 mm o un 50 mm produce un risultato molto vicino.
Un esempio con gli zoom
Un classico 18-55 mm montato su APS-C 1,5x equivale, come inquadratura, a circa 27-82,5 mm su full frame. Su una Canon APS-C diventa circa 29-88 mm, mentre su MFT un 14-42 mm copre un campo simile a 28-84 mm.
Questi numeri spiegano perché lo zoom standard di una mirrorless APS-C è spesso più adatto al reportage rispetto a quanto suggerisca la sola focale scritta sul barilotto. Per giudicare davvero la versatilità di un obiettivo, io guardo sempre l’escursione equivalente e non solo il primo numero dell’intervallo.
Cosa cambia davvero oltre all’angolo di campo
La focale equivalente non modifica l’esposizione. Un obiettivo impostato a f/2,8 resta f/2,8 su qualsiasi formato e, a parità di tempo e ISO, lascia passare la stessa quantità di luce per unità di superficie.
La profondità di campo, però, cambia quando si mantiene la stessa inquadratura e si confrontano sensori di dimensioni diverse. Per ottenere una sfocatura simile a quella di un 50 mm f/2 su full frame, su MFT servirebbe indicativamente un 25 mm f/1, su APS-C 1,5x un 33 mm intorno a f/1,3. Sono equivalenze teoriche utili per capire il comportamento, non una regola che obbliga a usare quei diaframmi.
Il vantaggio pratico del sensore piccolo è spesso la maggiore profondità di campo a parità di inquadratura. È comoda nella fotografia di viaggio, negli eventi e nella natura, dove mettere tutto a fuoco può essere più importante dello sfondo completamente sfocato.
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La prospettiva non dipende dal crop factor
Un errore frequente consiste nel dire che il sensore piccolo “schiaccia” la prospettiva. La prospettiva dipende principalmente dalla distanza dal soggetto. Se arretriamo per mantenere la stessa composizione, la resa prospettica cambia perché cambia il punto di ripresa, non perché il sensore abbia un fattore di crop.
Un 35 mm su APS-C può quindi offrire l’angolo di campo di un 50 mm full frame, ma non diventa fisicamente un 50 mm. La resa dello sfondo, la distanza di lavoro e la profondità di campo dipenderanno dal modo in cui compongo la fotografia.
Gli errori più comuni nel confronto tra sistemi
Il primo errore è confondere la focale equivalente con un aumento reale dell’ingrandimento. Un 300 mm su APS-C non diventa un 450 mm otticamente. Inquadra come un 450 mm su full frame, ma la risoluzione sul soggetto dipende anche da densità dei pixel, qualità dell’obiettivo, distanza e ritaglio.
Il secondo è applicare un unico fattore a tutte le fotocamere APS-C. Il valore 1,5x è comune su Sony, Nikon, Fujifilm e Pentax, mentre molte APS-C Canon usano 1,6x. La differenza non è enorme, ma diventa visibile quando si confrontano focali grandangolari o si pianifica un’inquadratura precisa.
- Non confondere il fattore di crop con il fattore di zoom.
- Non moltiplicare il diaframma quando si calcola l’esposizione.
- Non usare la conversione per confrontare automaticamente la qualità d’immagine.
- Controlla sempre il rapporto tra i lati del sensore, soprattutto passando da 3:2 a 4:3.
- Considera la distanza minima di messa a fuoco e la prospettiva, non soltanto i millimetri.
Un’altra svista riguarda gli obiettivi progettati per un formato specifico. Una lente APS-C montata su una full frame può attivare il crop automatico o produrre vignettatura. La focale nominale resta la stessa, ma l’immagine utilizzabile potrebbe coprire solo una parte del sensore.
Come scegliere la focale senza perdersi nei calcoli
Per la fotografia quotidiana, la mia regola è partire dall’uso e solo dopo guardare l’equivalenza. Per paesaggio e architettura considero il campo tra 16 e 24 mm full frame; per reportage e street mi muovo tra 28 e 50 mm; per i ritratti scelgo spesso 85 o 105 mm, lasciando più spazio tra me e il soggetto.
Se passi da full frame ad APS-C, non devi ricostruire da zero il corredo. Un 24 mm può diventare un 16 mm circa, un 50 mm può essere sostituito da un 33 o 35 mm, mentre un 85 mm trova un equivalente vicino in un 56 mm.
La tabella è quindi un punto di partenza rapido. La decisione finale dovrebbe includere anche luminosità, peso, autofocus, stabilizzazione e distanza di lavoro. Un obiettivo leggermente diverso sulla carta può risultare molto più utile nella pratica, soprattutto quando si fotografa a lungo o si lavora in condizioni difficili.
La conversione migliore è quella che ti permette di prevedere l’inquadratura prima ancora di montare la lente. Una volta memorizzati i tre fattori principali, 1x, 1,5x e 2x, bastano pochi secondi per capire se un obiettivo è davvero adatto alla scena che hai davanti.